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Lavinio (città antica)
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mwdaLavinio (in mwdqlatino mwdgmwdwLāvīnĭum) fu una città del mweamweqLatium vetus, a sud di mwegRoma; secondo la mitologia romana, fu la città fondata da mwewEnea e dagli esuli mwfatroiani.
Contents
• Storia
• Tutela
• Note
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Storia
L'antica Lavinio è il luogo mwhamitologico dove mwhqEnea fondò il primo insediamento in mwhgItalia da parte dei profughi da mwhwTroiacite-ref-1[1]. Secondo la tradizione, il nome della città deriva da mwjaLavinia (mwjqLāuīnĭa), figlia di mwjgLatino (mwjwLătīnŭs) re dei mwkaLatini e di mwkqAmata, data in sposa ad Eneacite-ref-2[2]. La città sarebbe stata fondata d'estate, due anni dopo la perdita di Troiacite-ref-3[3].
Il luogo dove fu fondata la città sarebbe stato quello dove si svolse una contesa tra un lupo, un'aquila e una volpe, interpretata da Enea come segno della futura grandezza di Lavinio, le cui immagini sarebbero state rimaste per lungo tempo riprodotte nel mwmwmwnaforum cittadinocite-ref-4[4]. Per un'altra versione Lavinium sarebbe stata fondata nel luogo dove una scrofa, prossima a partorire trenta porcellini, fu ritrovata da Enea dopo essere fuggita dai sacerdoti, che avevano intenzione di sacrificarla agli dei in un luogo vicino al punto dove erano sbarcati i troiani.cite-ref-5[5]
Alla città di Lavinio erano particolarmente affezionati i romani, che la ritenevano sacra perché conservava gli dei ancestrali della cittàcite-ref-plut-coriolano-6-0[6]. Secondo la mitologia romana era sacerdote a Lavinio Egeste, che si preoccupò di conservare nella città i Penati che Enea aveva portato da Troia.
Secondo il racconto di mwrqTito Livio, Lavinio era una città ricca e fiorente, tanto da avere popolazione in eccesso. Per questo motivo mwrgAscanio, 30 anni dopo la sua fondazione, abbandonò Lavinio per fondare la nuova città di mwrwAlba Longa. In questi trent'anni, nessuno tra i vicini osò attaccare Laviniocite-ref-7[7].
A Lavinio nel mwtq745 a.C. fu ucciso mwtgTito Tazio, re di Roma insieme a mwtwRomolo. Questo accadde perché i parenti di Tito Tazio avevano maltrattato degli ambasciatori di mwuaLaurentum a Roma e Tazio non aveva posto rimedio a questa grave provocazione. Giunto nella vicina Lavinio per un sacrificio solenne, fu assassinato in un moto di piazzacite-ref-8[8].
mwvgLucio Tarquinio Collatino, primo console della mwvwRepubblica romana con mwwaLucio Giunio Bruto, si ritirò a Lavinio, con tutte le sue proprietà, dopo che fu convinto a ritirarsi dalla suprema magistratura, perché inviso al popolo per essere parente di mwwqTarquinio il Superbo, ultimo re di Romacite-ref-9[9].
«... Il primo bersaglio fu Circei: ne cacciò i coloni romani e restituì la città, ora libera, ai Volsci. Quindi conquistò Satrico, Longula, Polusca, Corioli, Mugilla, tutte città recentemente sottomesse dai Romani. Poi riprese Lavinio e di lì, raggiungendo la via Latina tramite delle scorciatoie, catturò una dopo l'altra Corbione,
Vetelia
, Trebio, Labico, Pedo. Infine da Pedo marciò su Roma e si accampò presso le fosse Cluilie, a cinque miglia dalla città.»
(Livio, II, 39.)
Nel mwcq390 a.C. mwcgMarco Furio Camillo, nel celebre discorso con cui convinse i romani a non abbandonare Roma, appena mwcwsaccheggiata dai mwdaGalli di mwdqBrenno, ricorda i riti sacri che per tradizione, i romani ancora compivano sul mwdgmonte Albano e a Laviniocite-ref-12[12].
Nel mwfa338 a.C., al termine della mwfqguerra latina, Lavinio rinnovò un mwfgmwfwfoedus di tipo sacro con Roma, e la città divenne mwgamunicipiocite-ref-13[13].
Degli avvenimenti cittadini successivi alla guerra latina si sa poco ed è certo che Lavinio rimase importante più come luogo di memorie sacre che come città in sé. mwhgVespasiano vi inviò dei coloni (veterani del suo esercito), fondendo inoltre il territorio del mwhwmunicipium di Lavinio con quello della vicina mwiamwiqLaurentum.cite-ref-14[14]
Di Lavinio, in età imperiale, rimase ancora attiva e frequentata solo l'area sacra.
Archeologia
La prima localizzazione del sito dell'antica mwkwLavinio si deve a mwlaPirro Ligorio, confermata dagli scavi archeologici eseguiti, a partire dal 1957, dall'mwlqUniversità di Romacite-ref-troccoli110-15-0[15]. Questi scavi hanno permesso di datare alla media mwmgetà del bronzo (ca mwmwXIII-mwnaXII secolo a.C.) le prime frequentazioni umane, anche se prime occupazioni stabili, datano al mwnqIX-mwngVIII secolo a.C.cite-ref-mura-lavinium-16-0[16]
Gli scavi condotti da allora, nella zona di mwpaPratica di Mare, hanno permesso di identificare tutta una serie di strutture dell'antica Lavinio, oltre al tracciato delle mura cittadine.cite-ref-mura-lavinium-16-1[16] Tra le prime, si annoverano il mwqqSantuario delle XIII are, dove venivano eseguiti riti sacrificali, l'mwqgmwqwHeroon di Enea, un tumulo sepolcrale datato al mwraVII secolo a.C. che si vorrebbe identificare come la tomba di Enea, le mura e una porta della città, le Terme, e due depositi votivi,cite-ref-mura-lavinium-16-2[16] uno antico e uno più recente databile all'mwsqetà repubblicana, dedicato a mwsgMinervacite-ref-troccoli110-15-1[15].
Il gruppo di studio dell'mwuaUniversità di Roma, ha poi realizzato una cartografia archeologica di tutta l'area interessata dagli scavicite-ref-17[17].
In tempi recenti è stata ritrovata una XIV ara, poco distante dal sito dove si trovano le prime XIII are. Questa area sacrificale si potrebbe identificare forse con il santuario ad mwvgAfrodite di cui parla mwvwStrabonecite-ref-18[18], ma secondo un'altra interpretazione sarebbe un luogo di culto condiviso dalle città Latine, ad ognuna delle quali, corrispondeva un'ara del Santuario.
Tutela
Per l'importanza del sito nel 2005 è nato a mwyaPomezia il mwyqMuseo civico archeologico Lavinium Città di Pomezia, sotto la Soprintendenza dei Beni Archeologici del Lazio, che espone i reperti ritrovati nell'area archeologica.
Il Decreto Ministeriale 25 marzo 2005 del mwywMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi della mwzaDirettiva Habitat, direttiva 92/43/CEE ha istituito il mwzqsito di interesse comunitario denominato mwzgAntica Lavinium - Pratica di Mare.
Note
cite-note-22. ↑ mw2wmw3aTito Livio,mw3q I, 1.
cite-note-33. ↑ mw4qmw4gDionigi di Alicarnasso,mw4w I, 63.2.
cite-note-44. ↑ mw5wmw6aDionigi di Alicarnasso,mw6q I, 59.5.
cite-note-55. ↑ mw7qmw7gDionigi di Alicarnasso,mw7w 56, 1-2.
cite-note-77. ↑ mw-wmw-aTito Livio,mw-q I, 3.
cite-note-88. ↑ mwaqemwaqiTito Livio,mwaqm I, 14.
cite-note-99. ↑ mwaqcmwaqgTito Livio,mwaqk II, 2.
cite-note-1010. ↑ mwaq0mwaq4Dionigi di Alicarnasso,mwaq8 VIII, 21.
cite-note-1111. ↑ mwarmmwarqTito Livio,mwaru II, 21.
cite-note-1212. ↑ mwarkmwaroTito Livio,mwars V, 52.
cite-note-1313. ↑ Luciana Drago Troccoli, mwar8Scavi e Ricerche Archeologiche dell'Universita di Roma "La Sapienza", p. 109
cite-note-1414. ↑ mwasmLAVINIO su Treccani, enciclopedia
cite-note-troccoli110-1515. ↑ Luciana Drago Troccoli, mwaskScavi e Ricerche Archeologiche dell'Universita di Roma "La Sapienza", p. 110
cite-note-mura-lavinium-1616. ↑ Le fortificazioni arcaiche del Latium vetus e dell'Etruria meridionale (mwateIX-mwatiVI secolo a.C.). Stratigrafia, cronologia e urbanizzazione. Atti delle Giornate di Studio a cura di Paul FONTAINE e Sophie HELAS. Pubblicato dell’Instituto Storico Belga di Roma, settembre 2013. Alessandro Maria Jaia relatore per mwatmLe mura di Lavinium, pg 199-212.
cite-note-1717. ↑ Luciana Drago Troccoli, mwatcScavi e Ricerche Archeologiche dell'Università di Roma "La Sapienza", p. 111
Bibliografia
Fonti antiche
• citerefdionigi-di-alicarnassoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane.
• citereffloroFloro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC.
• citereftito-livioTito Livio, Ab Urbe condita libri.
Fonti storiografiche moderne
• mwauoFerdinando Castagnoli, mwausLavinium, 1. Topografia generale, fonti e storie delle ricerche, Roma 1972
• mwau0Lucos Cozza, mwau4Le tredici are, Roma, De Luca, pp.mwau8 89–174, 1976
• Maria Fenelli, mwaviLavinio, in BTCGI, VIII, Pisa-Roma 1990
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lavinium
Collegamenti esterni
• mwaweScheda dell'area archeologica "Città e tredici are di Lavinum", su Lazioturismo.it. URL consultato il 20 settembre 2015.
• mwawmArea Archeologica Antica Lavinium, su Comune di Pomezia. URL consultato il 25 aprile 2023.
• citerefglugliGiuseppe Lugli, Lavinio, su Enciclopedia Italiana (1933) - Treccani.it.
• citereffcastagnoli1961Ferdinando Castagnoli, Lavinio, su Enciclopedia dell'Arte Antica (1961) - Treccani.it.
• citereffcastagnoli1973Ferdinando Castagnoli, Lavinio, su Enciclopedia dell'Arte Antica (1973) - Treccani.it.
• citerefpsommellaPaolo Sommella, Lavinio, su Enciclopedia Italiana - IV Appendice (1979) - Treccani.it.
• citerefmfenelli1993Maria Fenelli, Lavinio, su Enciclopedia Italiana - V Appendice (1993) - Treccani.it.
• citerefmfenelli1995Maria Fenelli, Lavinio, su Enciclopedia dell'Arte Antica (1995) - Treccani.it.